Home / Research / Meet our researchers /

Meet our researchers

Incontriamo Alessandra Menafoglio

Incontriamo Alessandra Menafoglio

Alessandra Menafoglio è Professore Associato di Statistica presso il Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milano.

Ci facciamo raccontare qualcosa sul suo percorso, del suo lavoro e dei suoi interessi.

Alessandra, come è nato il tuo interesse per la matematica?

Mi è sempre piaciuta l’idea di capire come funzionano le cose in profondità. A scuola ero attratta dalle materie scientifiche, ma con la matematica ho scoperto un linguaggio capace di descrivere la realtà in modo rigoroso e sorprendente. Mi affascinava il fatto che strutture anche molto astratte potessero avere applicazioni concrete, e questo mi ha spinto ad approfondire.

Hai studiato proprio qui al Politecnico di Milano. Che ricordo hai di quegli anni?

Sono stati anni molto intensi e formativi. Ho studiato Ingegneria Matematica, un percorso che unisce teoria e applicazioni, e ho trovato un ambiente estremamente stimolante. Qui ho imparato non solo contenuti tecnici, ma anche un metodo per affrontare problemi complessi con curiosità e rigore, grazie anche all’incontro con il prof. Piercesare Secchi, che mi ha accompagnata nei primi passi della ricerca, trasmettendomi entusiasmo, metodo e il valore del dialogo scientifico.

Durante il dottorato ho avuto l’opportunità di trascorrere periodi di ricerca all’estero e confrontarmi con comunità scientifiche diverse, avviando allo stesso tempo collaborazioni con gruppi di ricerca italiani. Un’esperienza che mi ha permesso di ampliare lo sguardo e di vedere la ricerca come un dialogo aperto tra comunità scientifiche diverse.

Allo stesso tempo ho sempre sentito forte il legame con Milano, la città in cui sono cresciuta e in cui ho studiato. Ho scelto di costruire qui la mia base accademica, continuando però a collaborare con ricercatori e istituzioni di altri Paesi. Nel mio percorso sono stata molto determinata nel voler mantenere Milano come punto di riferimento e mi considero anche fortunata di aver potuto crescere in un ambiente stimolante come il Politecnico di Milano, dove la qualità della ricerca e l’apertura alla collaborazione internazionale favoriscono lo sviluppo di nuove idee e progetti.

Di cosa ti occupi oggi nella tua ricerca?

Mi occupo di statistica per dati complessi, in particolare dati spaziali e funzionali. Molti fenomeni naturali e ambientali non si descrivono con un singolo numero, ma con strutture più articolate, come curve, campi spaziali o immagini.

Una parte importante del mio lavoro riguarda fenomeni legati ai rischi naturali. L’Italia, per la sua conformazione geografica e geologica, è naturalmente esposta a terremoti, frane e alluvioni. In questo contesto la statistica può contribuire a comprendere meglio questi fenomeni, quantificarne l’incertezza e supportare decisioni più informate nella gestione del territorio.

Allo stesso tempo, la crescente disponibilità di dati e lo sviluppo di nuove tecnologie stanno aprendo possibilità sempre nuove di analisi e modellazione. Strumenti sviluppati nell’ambito della statistica, della data science e dell’intelligenza artificiale stanno diventando sempre più importanti anche nello studio e nella gestione dei rischi naturali.

Che ruolo ha per te la didattica?

Un ruolo fondamentale. Insegnare significa trasmettere non solo strumenti tecnici, ma anche un modo di ragionare. Cerco di far capire agli studenti che la statistica è uno strumento potente per interpretare la complessità del mondo.

Allo stesso tempo sento anche un forte senso di restituzione: il Politecnico mi ha dato moltissimo nella mia formazione e poter contribuire alla crescita delle nuove generazioni di studenti e ricercatori è per me un modo importante di give back.

Essere una donna nelle discipline STEM: qual è la tua esperienza?

Credo sia importante rendere sempre più visibili percorsi diversi nelle discipline scientifiche. Le STEM hanno bisogno di prospettive e talenti differenti.

Oggi ci sono molte opportunità e modelli positivi, e penso sia importante trasmettere alle giovani studentesse l’idea che una carriera scientifica sia non solo possibile, ma anche molto stimolante.

È possibile conciliare carriera accademica e vita personale?

Credo di sì. Richiede equilibrio e organizzazione, ma l’accademia può offrire anche una certa flessibilità. Più che vedere queste due dimensioni in conflitto, mi piace pensarle come parti di un percorso che cresce nel tempo.

Guardando al futuro, cosa ti auguri?

Di continuare a fare ricerca con entusiasmo e di contribuire alla formazione delle nuove generazioni. In una società sempre più guidata dai dati, la statistica può aiutare a trasformare l’informazione in conoscenza e la conoscenza in decisioni più consapevoli.

Ambiti scientifici innovativi come l’intelligenza artificiale e la data science stanno evolvendo molto rapidamente e offrono prospettive estremamente stimolanti. Anche in questi contesti la statistica ha molto da dire: offre strumenti fondamentali per interpretare i dati, quantificare l’incertezza e sviluppare modelli affidabili.

È una prospettiva che rende questo campo di ricerca particolarmente dinamico e ricco di opportunità.